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  • dott.ssa Jennifer Dosio

Festività e malinconia... perchè?!


Il periodo delle festività natalizie è tipicamente associato, sia per i credenti che non, ad un momento di grande gioia e festa, da trascorrere in serenità ed allegria insieme alle persone care, da dedicare al riposo e alle visite ad amici e parenti con cui scambiarsi doni, simbolo di affetto e vicinanza.

Succede però che per qualcuno questo momento si trasformi in qualcosa di diverso, qualcosa di poco piacevole, legato a tristezza, ansia e senso di solitudine.

Perché questo avviene?

Le cause possono essere molteplici; sicuramente la motivazione più comune è legata al ricordo di momenti felici trascorsi nell’infanzia, che adesso non ci sono più. Tipicamente queste immagini riproducono una calda atmosfera familiare condivisa con genitori e fratelli, magari i nonni e gli zii, e colorita da musiche allegre, sapori e profumi di pietanze cucinate in casa, colori di festa. Spesso questi ricordi sono legati a persone che sono scomparse, o che per varie ragioni non fanno più parte delle nostre vite. Il ritorno alla mente di questi momenti felici con loro può riaccendere (accanto all’affetto positivo nei loro confronti e al piacere del ripercorrere tali vissuti) malinconia e tristezza, senso di vuoto e solitudine.

Ciò accade soprattutto se il presente periodo festivo è trascorso in solitudine e non condiviso con persone che si amano; vissuti di vuoto e tristezza, infatti, sono più presenti in coloro che sono soli, in chi ha vissuto un recente lutto, una recente separazione o divorzio, nelle persone i cui figli sono tutti “usciti dal nido”, nelle persone anziane i cui parenti son presenti solamente con brevi visite di cortesia, e così via...

Le festività possono anche essere vissute con fastidio; ci si attende infatti che tutti si comportino con modalità prefissate: che siano felici, comprino regali e facciano visita a parenti ed amici, compresi quelli con cui sono meno in sintonia. Queste aspettative possono essere vissute come una trappola, una forzatura, un qualcosa che non corrisponde ai desideri e a ciò che profondamente si sente. Il solo fatto di non corrispondere a tali attese (per i più svariati motivi personali o ambientali), potrebbe far insorgere un senso di inadeguatezza, fallimento, colpa.

Gli stessi sentimenti possono insorgere perché le feste natalizie si trovano alla fine dell’anno. In tale occasione in modo più o meno consapevole siamo portati a fare dei bilanci riguardanti la nostra vita, riguardo a ciò che si è realizzato nell’anno appena trascorso ma anche in tutti quelli precedenti. Accanto a traguardi e obiettivi raggiunti, ci saranno sicuramente piccoli o grandi fallimenti, perdite, cadute… Insieme ai bilanci sul passato, compaiono gli inevitabili propositi per il futuro, che possono essere fonte di speranza e motivazione, ma anche di ansia e timore di non riuscire a portarli a termine.

Sicuramente se la tristezza e i vissuti negativi diventano troppo forti e proseguono anche oltre tale periodo, è consigliabile un consulto specialistico, ma in linea di massima una maggiore attivazione emotiva rispetto al solito, sia sul versante positivo (gioia, vicinanza, calore umano) che negativo (malinconia, tristezza) rientra nella norma. Infatti, come abbiamo visto, il periodo delle festività è ricco di esperienze e pensieri che ci toccano nel profondo: bilanci, ricordi, progetti, affetti… E’ un momento in cui la nostra affettività, la nostra individualità e il nostro “sentimento sociale” sono molto sollecitati, dunque è normale emozionarsi, sorridere, essere malinconici e a volte tristi; fa parte della bellezza dell’essere umano.

Buone feste!

dott.ssa Jennifer Dosio.


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