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  • dott.ssa Jennifer Dosio

Buoni propositi per l'anno nuovo: perché falliscono?


Ci troviamo in un periodo dell’anno che metaforicamente rappresenta un confine: la fine dell’anno vecchio e l’inizio di uno nuovo.

Si tratta di un momento in cui la maggior parte di noi si ritrova a fare un bilancio dell’anno trascorso e nel contempo si proietta in quello che verrà con progetti più o meno interessanti e buoni propositi. I famosi buoni propositi!!! Quelli che ci danno lo slancio per iniziare al meglio l’anno nuovo, motivati e con la voglia di costruire qualcosa di bello.

Nonostante la motivazione e la carica iniziale però, a volte anche i progetti migliori, dopo un periodo iniziale in cui sembrano decollare, si arenano e presto vengono dimenticati o peggio creano frustrazione e malumore.

Ma perché questo avviene?

Accade di frequente che questi propositi abbiano a che fare con obiettivi molto grandi, che richiedano grandi sacrifici e a volte addirittura un cambiamento del proprio stile di vita o di pensiero. Tali obiettivi difficilmente vengono raggiunti perché appunto troppo grandi.

Dunque che fare?!

La prima regola d’oro consiste nello scegliere obiettivi realistici, raggiungibili nel tempo e con le risorse che abbiamo a nostra disposizione. Talvolta però anche gli obiettivi realistici rimangono molto grandi e faticosi da raggiungere...

Ci viene qui in aiuto la seconda regola d’oro, che consiste nel suddividerli in sotto-obiettivi più piccoli e più facilmente raggiungibili, in tal modo il proposito sembrerà più semplice ed eviteremo di scoraggiarci ancor prima di iniziare. Esemplificando: se dobbiamo salite un palazzo di 10 piani, possiamo decidere che il nostro primo sotto-obiettivo sarà arrivare al terzo piano, solamente allora penseremo al secondo e così via.

Legata a questo punto arriva la terza regola d’oro: tenere traccia dei progressi ottenuti. Molto spesso siamo così concentrati a guardare il decimo piano che nemmeno ci accorgiamo di avere già raggiunto il primo. Questo atteggiamento mentale ci ostacola. Il giusto approccio implica il rinforzo positivo delle nostre capacità, che ci hanno permesso di arrivare al primo piano e dunque con il giusto tempo e la giusta motivazione potranno portarci in cima.

Vi è inoltre un altro atteggiamento mentale nemico dei buoni propositi: lo scoraggiarsi dopo le cadute. La quarta regola d’oro è che bisogna mettere in conto qualche “sgarro”. Ogni percorso ha i propri momenti di fatica e contempla piccole o grandi cadute. L’atteggiamento più diffuso è mollare l’obiettivo dal momento che non si è riusciti a perseguirlo rigidamente senza errori. Ad esempio se seguiamo una dieta e per due giorni mangiamo in eccesso, pensiamo a questo punto di trovarci nella situazione iniziale e dunque che non valga la pena continuare. L’atteggiamento mentale favorevole invece, da unire alla regola precedente, è quello del rialzarsi dopo le cadute, analizzarle per comprenderne le ragioni ed evitare in futuro di ripetere le stesse.

Dunque riassumendo gli ingredienti più gustosi per la buona riuscita della ricetta “buoni propositi 2020” dovrebbero essere: obiettivi realistici, suddivisione in sotto-obiettivi, tenere traccia dei progressi, contemplare possibili cadute e usarle per evitare quelle future. Ovviamente il tutto condito da abbondante motivazione, positività q.b., e un pizzico di buona fortuna.

Buon 2020 a tutti!

Dott.ssa Jennifer Dosio

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